Smettere di fumare: un test del sangue o della salive ci dirà come fare

C’è chi assimila più lentamente la nicotina e fa più fatica a smettere di fumare.

A misurare il tempo di metabolizzazione sarà un test del sangue o della saliva, svelando tempi e modi dell’assimilazione nell’organismo e aiuta i medici a suggerire le strategie migliori e personalizzate per riuscire a smettere di fumare.

Il tutto arriva da uno studio italiano condotto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa su 100 fumatori, presentato in occasione del XIX Congresso nazionale della Società italiana di pneumologia (Sip) a Venezia.

I primi dati, così come riporta l’Ansa.it, indicano un po’ a sorpresa che i fumatori con metabolismo lento della nicotina hanno una maggiore dipendenza dal fumo, tendono ad accorciare i tempi fra una “bionda” e l’altra, hanno bisogno di più sigarette per soddisfare il desiderio di fumare.

La nicotina: la biologia del vizio

La nicotina, la principale sostanza psicoattiva nelle sigarette, si lega ai ricettori nicotinici nel cervello, attivando dei nuovi circuiti neuronali che favoriscono il rilascio di dopamina e di altri potenti neurotrasmettitori modulatori dell’umore.

Una boccata dopo l’altra, i ricettori nicotinici vengono saturati.

La nicotina non riesce più ad attivarli e la gratificazione ottenuta continuando a fumare si esaurisce.

Tra una sigaretta e l’altra parte dei recettori torna attivabile e, complice il meccanismo di gratificazione di cui si è fatta esperienza, si cercano nuove dosi.

Con il tempo, queste ripetizioni portano ad assuefazione.

Il consumo individuale di tabacco è dunque strettamente collegato alla sensibilità dei recettori nicotinici, che si presentano in 5 sottoclassi.

Smettere di fumare: l’80% ci prova ma non riesce

In tanti ci provano, ma il tentativo di smettere di fumare fallisce nell’80% dei casi.

Inoltre, non vi sono indicazioni su quali farmaci siano più efficaci e non è ancora chiara la tipologia di fumatori che possono trarre più benefici da un trattamento piuttosto che da un altro.

“Lo studio della velocità di smaltimento della nicotina attraverso un test sul sangue o sulla saliva – ha spiegato Stefano Nardini, presidente della Sip – potrebbe rivelarsi perciò un metodo relativamente semplice per individuare coloro per i quali è più difficile smettere a causa di una dipendenza più marcata, così da intervenire in maniera più incisiva“.

Smettere di fumare con la riflessologia auricolare

La riflessologia auricolare è un metodo per smettere di fumare che consiste nello stimolare 25 punti del padiglione auricolare destro e 22 punti del padiglione auricolare sinistro tramite un elettrostimolatore.
Ogni punto stimolato corrisponde ad un determinato organo o parte del corpo.

Questo metodo per smettere di fumare toglie la causa della dipendenza fisica dal fumo: la nicotina. Il micromassaggio effettuato dalle onde sui padiglioni auricolari e il naso (punti riflessi del sistema nervoso) disgrega la patina dei veleni del tabacco accumulata attorno alle fibre nervose liberandolo istantaneamente dalla schiavitù del fumo, in soli 30 minuti, indolore e senza effetti collaterali. Successivamente le tossine disgregate entrano nel circolo sanguigno per poi essere eliminate con le urine, la traspirazione ecc. permettendo una completa disintossicazione dell’organismo.

La differenza tra questo metodo per smettere di fumare e la tradizionale agopuntura sta nel fatto che l’apparecchiatura pur determinando le stesse vibrazioni a livello epidermico dell’ago infisso, essa distingue a seconda dei precedenti parametri inseriti all’interno del Microchip diverse correnti, mai uguali tra di loro, dando modo all’organismo di aumentare la produzione di endorfine utili per la compensazione della richiesta di nicotina.

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